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Novecento :nuova donna e nuovo
mosaico nell'arte di Klimt'
di Anna Maria
Meoni* -
Conduttrice
dell'esperimento Gup Art**
La dea "venere" è una figura
femminile di significato erotico che appare in una prevalente sembianza
pudica nuda "venere Pubica " a sintesi dei due aspetti dell'amore : quello
sacro e sublimato ( Venere Urania) e quello libero dei sensi (venere
Pandemia) così come si trae dai molteplici epiteti e culti tramandati di
Venere/Afrodite la Dea Mitologica dai molti mariti e amanti e simbolo della
bellezza femminile.
E Klimt stesso ancora nel novecento formulerà
una Nuda Veritas e una Veritas Nuda(1898) a sottolineare il duplice aspetto
delle sue scelte di nudo, che oscillano tra la Venere Urania e la Venere
Pandemia.
Fig.1: Venere Urania e Venere Pandemia nelle
immagini di nudo femminile

Più di un critico d'arte ritiene che la seconda
scelta, Venere Pandemia o Veritas Nuda, sia studiata sempre più nel segno
del percorso stilistico del pittore dalla Pallas Athena(1898), alle Bisce
(1898), alla Philosopia(1900), alla Medicina(1901), al Pesce d'oro(1901), al
fregio di Beethoven III (1903), alla Salomè (1909) e che tale percorso di
ricerca espressiva risenta dell'influsso di Freud e dell'allora emergente
Psicoanalisi. In quel periodo quel genere di amore libero e sensuale,
considerato esclusivo del cosiddetto popolino, si estende alla classe
borghese.
Domina comunque in Klimt l'iconografia verticale
del nudo che è prevalente appannaggio del nudo maschile nella storia
dell'arte, ma che Klimt dedica alla figura femminile, così connotandola di
aspetti fallici ed incrinandone al tempo stesso quella identità sessuale
tutta pandemia e pudica che caratterizza l'immagine del nudo femminile fino
a Klimt. Una immagine femminile, quella di Klimt, che diviene ambivalente, e
per certi versi perversa, nel senso di quel sadismo più che evidente sia in
Giuditta e Oloferne(1901), come nel secondo pannello del fregio di
Beethoven(1902).
Un aspetto iconografico interessante
di ambivalenza che si lega a tratti perversi di debole identità sessuale che
prevale nelle successive avanguardie p.ex Corbeille (Nudo 1944) e che si
ritrova anche, non a caso , nel tormentato espressionismo di Munch (Madonna
1894), seppur contenuto nel simbolo del sacro-simbolico, e che è più che
evidente nell'allievo contemporaneo di Klimt:Schiele.
Dal materiale clinico delle nostre osservazioni
riportiamo quanto segue:
[
Mina è una giovane donna, nubile e immersa in un delirio erotico con
costanti atteggiamenti di seduzione e di continuo adescamento, che sono
inconsapevolmente volti a supportare con i fatti la convinzione delirante
di essere oggetto di desideri sessuali in tutti gli uomini che incontra. Il
delirio è un delirio di innesto in oligrofrenia lieve da cerebropatia
congenita. E Mina , al termine di una visita guidata ad un'importante mostra
di Klimt in Firenze 1992, compra, apparentemente per errore, una cartolina
pornografica da spedire alla madre dicendosi convinta che sia una
riproduzione di uno dei quadri di Klimt . Mina, nella sua ingenuità senza
confini, priva come è di sovrastrutture culturali, ci fa intuire la portata
della reazione viennese di scandalo che i nudi di Klimt allora provocarono
nella atmosfera culturale ed intellettuale della secessione viennese]
(Firenze 1992-seminario residenziale della AUSL DSM di Aprilia in
collaborazione con la Biblioteca Civica)
Molti critici d'arte hanno ripercorso,studiato ed approfondito quella
reazione di pubblico e cercato la ragione di una così scandalizzata reazione
alla provocazione culturale che il movimento della Secessione Viennese
portava alla società borghese nella Vienna imperiale di allora. Questo
avveniva peraltro sulla scia del movimento antiaccademico
dell'Impressionismo Francese, sottolineato anche esso da un altro analogo
scandalo, anche se di tono minore, rappresentato dalla presentazione al
pubblico dell'Olimpia di Manet (1863).
Ma l'Olimpia non è assolutamente
paragonabile ad una immagine di Venere Urania perchè condivide con la Maya
desnuda di Goya (1799) un richiamo erotico ben confinato nella sublimazione
artistica della pulsione sessuale, ampiamente codificata dalla storia
dell'Arte, che, sottolineata dalla posa del nudo, richiama
inequivocabilmente l'iconografia classica della Venere Pudica. Posizione
distesa e accenno alla difesa del pube accavallando le gambe sono i messaggi
impliciti di un fondamentale e ancestrale pudore.
Da queste reazioni,che appartennero ad un
pubblico colto , ma di educazione vittoriana, peraltro travolto
dall'eccitamento di belle èpoque , si deve esaminare l'aspetto di confine
con la pornografia più che gli aspetti più banali dei giudizi di oscenità.
La parola pornografia nella
etimologia e nel uso comune riferisce alla radice PAR che significa
scambiare, poi inteso nel senso di negozio specialmente riservato agli
strumenti utili a procurare una soddisfazione della libido, come per esempio
immagini o scritti attinenti la pubblicità del fenomeno della prostituzione,
con il quale si identificano quando è solo l'immagine stessa ad essere
venduta. In epoca contemporanea il mercato della pornografia lavora sempre
di più su strumenti volti alla sensibilità propriocettiva in duplice senso
di eccitamento e appagamento, piuttosto che all'immagine rivolta
all'eccitamento erotico implicito o al suggerimento, quale quello che ha
caratterizzato i mercati più antichi e più tradizionali, fin dagli antichi
papiri egiziani. E questa è la ragione per la quale la pubblicità ha potuto
sempre più recepire, senza rischio di pornografia, seduzioni d’immagine che
richiamano, indirettamente o esplicitamente, la sessualità.
Diverso è stato invece per Klimt, tanto è vero
che, per lui ed alcuni dei suoi nudi, si dovette con sentenza giuridica,
nella Vienna dell'epoca, sancire la massima libertà di espressione
consentita all' artista , poi divenuta sempre più senza confini dal
modernismo all'espressionismo, fino all'arte astratta e pop e naifes e brut
e così via in un registro più ampio dei codici linguistici figurativi.
Possiamo quindi fin d'ora escludere
che G.Klimt sia stato un grafico dedito alla pornografia nel senso
letterale del termine giacché la sua biografia non contiene nessun elemento
che possa anche minimamente dare adito a sospetti di attività commerciali
dell'Artista nell'ambito della prostituzione o pornografia. Anzi
tutt'altro, perché la famiglia, pur di origine modesta, era dedita a
commerci leciti in attività artigianali più che oneste e per di più connesse
a tratti creativi. Più volte ricordata dai critici d'arte, con riferimento
alle cornici o ai gioielli vistosi, è l'influenza culturale del padre
orafo nell'oro dei dipinti di Klimt. Il padre orafo di umili origini
raggiunge gradualmente una posizione economica priva di preoccupazioni,
senza mai arricchirsi. Prova ne è il fatto che il talento di G.Klimt, come
quello di due dei suoi fratelli, fu educato grazie a borse di studio che
potevano consentire all'artista di studiare alla Scola di Arti Decorative
del Museo delle Arti e Mestieri, fondata a Vienna nel 1876 con il precipuo
scopo di promuovere talenti artistici con l’intento onorare l’impero con
artisti di fama al pari di Francia, Italia, Gran Bretagna e Spagna.
Successivamente la vita dell'artista è sempre stata garantita dall'impegno
in commissioni pubbliche in piena armonia alle riconosciute abilità, in una
carriera artistica, cosa rara, priva di sostanziali incidenti economici.
Klimt si prepara accuratamente nello studio del
suo Maestro Makart, che sua volta era al servizio della volontà
dell'Imperatore Francesco Giuseppe:una volontà,quella
dell'Imperatore,fortemente determinata a portare la società austriaca ai
livelli artistici e culturali dell'Europa occidentale e francese in
particolare sull'onda della lussuria della ' belle èpoque '.
S.Arieti direbbe che Klimt è il prodotto di una
società creativogena per l'esempio che Vienna in quegli anni ha dato per
l'impegno economico del governo e l'attenzione sociale a favorire
l'espressione dell'Arte e quindi dei talenti, attraverso borse di studio e
ogni altra concreta iniziativa. Klimt è poi anche un artista dalla vita
sociale integrata, privo di turbamenti o disordini psicopatologici:una
struttura di personalità sana che caratterizza lo sviluppo di affetti
durevoli e determinazione tranquilla nell'affermazione delle proprie idee.
Contraddice Klimt il pregiudizio, privo di evidenza scientifica, che
vorrebbe legate Arte e Follia in una unica identità.
L'arte di Klimt è anche espressione, nelle arti
figurative, di quel Modernismo, che presenta aspetti sociali molto ambigui
e, da parte della classe dominante, francamente manipolatori della
creatività e degli artisti, perché tende a servirsi della creatività degli
artisti per rimarcare gli aspetti elitari del capitalismo e per mistificare
i soprusi.
Comunque è certo che Klimt, grazie all'epoca in
cui ha vissuto e al momento storico del suo tempo, non ebbe mai
preoccupazioni economiche conservando tutta la libertà pittorica che poteva
desiderare pur tra le critiche e le polemiche centrate sui suoi nudi,
perché, comunque, non mancavano mai le pubbliche commesse.
Conterraneo e contemporaneo di Freud ebbe poco a
spartire con l'emergente psicoanalisi, ma senza dubbio arte di Klimt e
psicoanalisi parlano lo stesso linguaggio di libertà. Freud stesso, poco
attento all'arte contemporanea, si rivolgeva prevalentemente all'arte
primitiva cercando conferme alle sue supposizioni. Negli anni intorno al
1910 Freud e Jungh ponevano, con la loro corrispondenza e frequentazione ,
le basi della psiconalisi: in quegli stessi anni riecheggiava nell'aria la
nona di Beethoven diretta da Mahler in occasione della esposizione del
Fregio di Beethoven di Klimt(1902) e si era appena festeggiato i 60anni di
regno dell'Imperatore Francesco Giuseppe(1908).
Frequenti erano stati i viaggi di Klimt a
Ravenna,che sono la radice del cosiddetto periodo dello stile d'oro e della
pittura mosaicata del fregio Stoclet(1904-1911).
Le critiche che Klimt ricevette dai suoi
contemporanei furono tutte nel senso della oscenità, non per il nudo in sé
, ma per la qualità dissacrante del nudo presentato, spesso non troppo
estetico, anzi decadente e morboso e verista per la raffinata
sottolineatura della decadenza del corpo, in evidente contrasto con i
desideri di negazione del brutto e del triste da parte della eccitata 'belle
èpoque', che, dall'inizio del secolo, fu lo specifico prodotto della
civiltà industriale in tema di cultura e moda, tendenza alla quale invece
Makart, maestro di Klimt, si riferiva.
A ciò è da aggiungere che, nel passaggio da
Klimt a Scheile, la preoccupazione estetica , ancora presente in Klimt, si
perde definitivamente. Nello stesso periodo altri artisti, quali Czeschka e
Koloschka, a detta di più di un critico d'arte, hanno, proprio nel disegno
del nudo impudico, espresso la parte migliore della loro ricerca artistica.
Pochi anni prima Manet era andato incontro ad
uno scandalo simile, quando al Salon del 1865 espose il dipinto ' Olympia ',
considerata il culmine intollerabile di quella indecenza già criticata nel
Salon del 63 dall’ Imperatore Napoleone III in persona. Anni densi di storia
nei quali l'Europa era praticamente governata solo da imperatori: Francesco
Giuseppe in Austria, Napoleone III in Francia, lo zar Alessandro in Russia
e la Regina Vittoria in Inghilterra:regina che è stata una sorta di
'Grande Madre' imperante in quegli anni fine 800, anni che culminano
nell'inevitabile conflitto che sarà poi la I° Guerra Mondiale nel 1918.
La donna che ci racconta Klimt è una donna
eretta e sicura, non solo identificata nella 'grande madre'. Emancipata
anche senza vestiti, che fa della sua sensualità una forza più che un
peccato. Pronta all'introspezione e alla conoscenza delle parti di sè, parti
scisse che la pittura mosaicata di Klimt ricorda continuamente e che la
Psicoanalisi riconosce alla natura intrinseca dell'inconscio. Analogamente
in quegli anni attraverso la tensione ideale della ''opera” totale si
arriva alla commissione del Palazzo Stoclet a Bruxelles, dove Klimt progetta
il suo primo ed unico mosaico, un mosaico che, per altri versi, segna il
passaggio di contesto della storia del mosaico dalla 'pittura di pietra' a
mezzo tecnico plastico di propria autonoma ricerca espressiva nella
modernità. Pur rimanendo un esempio isolato nella produzione artistica di
Klimt il mosaico di Palazzo Stoclet, peraltro in proporzione alle altre
opere trascurato dalla critica, è determinante nell’emancipare il mosaico da
tecnica artigianale esecutiva ad autonoma espressione artistica plastica.
Fig.2 Palazzo Stoclet

Nuova donna quindi e nuovo mosaico in un
contesto sociale culturale sempre più teso ad abbandonare l'organizzazione
di vertice imperiale per formulazioni più democratiche di gruppo in ambito
sociale.
Anni nei quali la storia dell'arte dimostra
rilevanti sviluppi e progressi di stile che agiscono un conflitto
intellettuale con le precedenti prevalenti tendenze estetiche. La portata
dell'associazionismo degli artisti, in Movimenti, Manifesti e Gruppi, è di
segno assai importante e precede i sovvertimenti sociali e politici che
seguiranno.
Il conflitto intellettuale si pubblicizza
proprio in quelle 'esposizioni alternative' degli Impressionisti e della
Secessione Viennese. Le loro esposizioni sono state ampiamente sottolineate
da scandalo a causa dei nudi ' indecenti o osceni ', per quanto marginale
fosse questo aspetto. L'eco degli scandali è pertanto da interpretare come
epifenomeno e espressione superficiale di un più profondo conflitto d'ordine
sociale e di potere. In questo caso il nudo indecente offende il buon
gusto, ma, come la critica d'arte sempre prevede dopo Freud , è anche la
compensazione attraverso il piacere estetico, di pulsioni sessuali
richiedenti appagamento attraverso la sublimazione. Anche se l'oscenità ha
stretti legami con la pornografia, non solo traslati o per associazione,
essi sono ancorati al significato etimologico della parola: ' ob-coenum = a
cagione-del fango ' oppure ' ob-scaevare = a cagione-di cattiva sorte '
per un significato che, solo apparentemente traslato, è risultato di una
conversione simbolica simile a quella ipotizzata nell'interpretazione
psicoanalitica dei sogni e del profondo che i sogni permea. Infatti la
libido può essere cagione di 'cattiva sorte', quanto è più primitiva,
incontrollata e ineducata. Ma non per questo la libido, come la psicoanalisi
insegna, può essere ignorata.
Eros è contrapposto a Thanatos, ma, con
Thanatos, condivide l'estrema forza della passione ed i limiti non sono
facili da tenere. In tal senso la storia dell'Arte celebra l'Erotismo in
tutte le sue forme dal nudo della scultura greca alla indefinita presenza di
Eros nell'arte astratta.
E qualcosa di analogo accade anche nella tanto
ieratica arte egizia che, millenni prima , ci riconduce alla provocazione
che in Gidè e con Gidè ha dominato il Novecento, fino addirittura al
conferimento di un Nobel, nonostante l'accertata perversione sessuale per
ammissione dello stesso scrittore. Un'arte ieratica che è resa mosaico da
Klimt nel fregio Stoclet, non certo solo per esigenze decorative.
Quanto all'Arte vi è , per di più,
in generale da discutere quanto il godimento dell'opera d'arte sia connesso
alla soddisfazione della libido , seppur per via della trasposizione
attraverso la sublimazione come Freud suggerisce.
Secondo Spitz per esempio l'analisi dell'Olympia
porta a riconoscere una sostanziale decenza del nudo: poco disponibile alla
sessualità nella più che evidente seduttività. Olimpia infatti è ritratta
che copre con la mano la nudità più intima , di contro allo sguardo
accattivante e la rilassatezza del corpo:una Venere Pudica ancora in ultima
analisi.
Mentre Klimt ,come anche Freud, non
può sfuggire al significato dell'Arte come appagamento sostitutivo della
pulsione. La Secessione Viennese, di cui Klimt è protagonista e leader al
tempo stesso, divulga un messaggio provocante e provocatorio destinato a
rivoluzionare gli assetti intellettuali e quindi sociali del novecento.
Sofisticati processi intellettuali e creativi di
sublimazione che sono storia e cultura pregnante di G.Klimt, testimoniata
dai tratti appagati sessualmente delle espressioni del volto e della
morbidezza dei corpi abbandonati.
E pochi anni prima, tra la fine del
700 e inizio 800, qualcosa di analogo,ma senza tanti scandali, è avvenuto
con Goya e il suo dipinto la 'Maja Desnuda'.
Il dipinto in pratica faceva parte
di una sorta di gioco erotico del palazzo di Godoy, primo ministro del re
spagnolo Carlo IV.
Goya, pittore anch'egli fortunato e
bene inserito sebbene di umili origini, è, non a caso, considerato
anticipatore di 'Impressionismo'. La cultura del suo popolo e la tolleranza
compiacente e compiaciuta di una Corte, bigotta e cattolica, ma anche
profondamente mediterranea, ha consentito l'accettazione della sessualità
nel ben più ampio respiro dell'integrazione del biologico sessuale tra le
necessità sociali. La diffusa presenza e codificazione dell'amante, la Maja,
che coesiste ai vincoli del matrimonio, mantiene confini precisi tra ciò che
è e ciò che non è contrattualmente sociale, come la struttura sociale della
famiglia.
Le “Maje” consentono la stabilità della famiglia
e sono sede di soddisfazione reale della pulsione, che insoddisfatta
minaccerebbe la famiglia. Non si tratta quindi neanche di sublimazione, ma
di uno squisito realismo, del quale Goya è magistrale interprete in arte e
nella vita.
Klimt percorre una strada iconografica volta a
catturare nel nudo corpo l'essenza di Eros e Thanatos: o l'uno o l'altro, o
tutte e due insieme, come in 'Giuditta': figlio,come è della sua cultura,
padre, come è, della diffusione di una avanguardia “la Secessione
Viennese”.
E' per una strada di autentico eros che Klimt
ottiene un risultato che ancor oggi affascina il mondo e ha reso la
secessione viennese stabile simbolo e riferimento della Middle Europe,
coniugata, per caso o per forza, alla Psicoanalisi, che in Vienna con Freud
all'epoca nasce e si sviluppa.
Ed è da Klimt e solo da Klimt che saranno, a
nostro parere, poi possibili i nudi di Duchamp, per un percorso
intellettuale magistralmente espresso da Gide, al quale nel 1946 l'Europa
attribuirà un Premio Nobel, non senza qualche perplessità.
L'Europa e il novecento accettano di Andrè Gide
l'invito a vivere con intelligenza la vita, intensamente secondo i propri
istinti, e la nuova donna di Klimt è oggi la donna occidentale moderna, nuda
rispetto agli abiti e alle sue pulsioni, ma non per questo insicura o
fragile.
Quanto all’ Arte essa si libera nel novecento
dai canoni estetici rigidi e si lega indissolubilmente con i processi
intellettuali d’avanguardia, aprendosi a nuove soluzioni che vedono
movimenti su movimenti difendere soluzioni espressive nuove e collettive.
* Anna Maria Meoni Primario dr.ssaPsichiatra
agupart@hotmail.com
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