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IL PUNTO DI  VISTA

   

 

  ANNAMARIA MEONI  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Novecento :nuova donna e nuovo mosaico nell'arte di Klimt'

                             di  Anna Maria Meoni* -

                             Conduttrice dell'esperimento Gup Art**

 

            La dea "venere" è una figura femminile  di significato  erotico che appare in una prevalente sembianza pudica nuda "venere Pubica " a sintesi  dei due aspetti dell'amore : quello sacro e sublimato ( Venere Urania) e quello  libero dei sensi  (venere Pandemia) così come si trae dai molteplici epiteti e culti tramandati di Venere/Afrodite la Dea Mitologica dai molti mariti e amanti e simbolo della bellezza femminile.

E Klimt stesso ancora nel novecento formulerà una Nuda Veritas e una Veritas Nuda(1898) a sottolineare il duplice aspetto  delle sue scelte di nudo, che oscillano tra la Venere  Urania e  la Venere Pandemia.

 

                        Fig.1: Venere Urania e Venere Pandemia nelle immagini di nudo femminile

 

 Più di un critico d'arte ritiene che la seconda scelta, Venere Pandemia o Veritas Nuda, sia studiata sempre più  nel segno del  percorso stilistico del pittore  dalla Pallas Athena(1898), alle Bisce (1898), alla Philosopia(1900), alla Medicina(1901), al Pesce d'oro(1901), al fregio di Beethoven III (1903), alla Salomè (1909) e che tale percorso di ricerca espressiva risenta dell'influsso di Freud e dell'allora emergente Psicoanalisi. In quel periodo quel genere di amore libero e sensuale, considerato esclusivo del cosiddetto popolino,  si  estende alla classe borghese.

Domina comunque in Klimt l'iconografia verticale del nudo che è prevalente appannaggio del nudo maschile nella storia dell'arte, ma che Klimt dedica alla figura femminile, così connotandola di aspetti fallici ed incrinandone al tempo stesso quella identità sessuale tutta pandemia e pudica che caratterizza l'immagine del nudo femminile fino a Klimt. Una immagine femminile, quella di Klimt, che diviene ambivalente, e per certi versi perversa, nel senso di quel sadismo più che evidente sia in Giuditta e Oloferne(1901), come nel secondo pannello del fregio di Beethoven(1902).

            Un aspetto iconografico interessante di ambivalenza che si lega a tratti perversi di debole identità sessuale che prevale nelle successive avanguardie p.ex Corbeille (Nudo 1944) e che si ritrova anche, non a caso , nel tormentato espressionismo di Munch (Madonna 1894), seppur contenuto nel simbolo del sacro-simbolico, e che è più che evidente nell'allievo contemporaneo di Klimt:Schiele.

Dal materiale clinico delle nostre osservazioni  riportiamo quanto segue:              

                                               [ Mina è una giovane donna, nubile e immersa in un delirio erotico con costanti atteggiamenti di seduzione e di continuo adescamento, che sono inconsapevolmente  volti a supportare con i fatti la convinzione delirante di essere oggetto di desideri sessuali in tutti gli uomini che incontra.  Il delirio è un delirio di innesto in oligrofrenia lieve da cerebropatia congenita. E Mina , al termine di una visita guidata ad un'importante mostra di Klimt in Firenze 1992, compra,  apparentemente per errore, una cartolina pornografica da spedire alla madre dicendosi convinta che sia una riproduzione di uno dei quadri di Klimt . Mina, nella sua ingenuità senza confini, priva come è di sovrastrutture culturali, ci fa intuire la portata della reazione viennese di scandalo che i nudi di Klimt allora provocarono nella  atmosfera culturale ed intellettuale della secessione viennese] (Firenze 1992-seminario residenziale della AUSL DSM di Aprilia in collaborazione con la Biblioteca Civica)

                                                  Molti critici d'arte hanno ripercorso,studiato ed approfondito quella reazione di pubblico e cercato la ragione di una così scandalizzata reazione alla provocazione culturale che il movimento della Secessione Viennese portava alla società borghese nella Vienna imperiale di allora. Questo avveniva peraltro sulla scia del movimento antiaccademico dell'Impressionismo Francese,  sottolineato anche esso da un altro analogo scandalo, anche se di tono minore, rappresentato dalla presentazione al pubblico dell'Olimpia di Manet (1863).

            Ma l'Olimpia non è assolutamente paragonabile ad una immagine di Venere Urania perchè condivide con la Maya desnuda di Goya (1799) un richiamo erotico ben confinato nella sublimazione artistica della pulsione sessuale, ampiamente codificata dalla storia dell'Arte, che, sottolineata dalla posa del nudo, richiama inequivocabilmente l'iconografia classica della Venere Pudica. Posizione distesa e accenno alla difesa del pube accavallando le gambe sono i messaggi impliciti di un fondamentale e ancestrale pudore.

Da queste reazioni,che appartennero ad un pubblico colto , ma di educazione vittoriana, peraltro  travolto dall'eccitamento  di belle èpoque , si deve esaminare l'aspetto di confine con la pornografia più che gli aspetti più banali dei giudizi di oscenità.

            La parola pornografia nella etimologia e nel  uso comune  riferisce alla  radice  PAR che significa scambiare, poi inteso nel senso di negozio specialmente riservato agli strumenti utili a procurare una soddisfazione della libido, come per esempio immagini o scritti attinenti la pubblicità del fenomeno della prostituzione, con il quale si identificano quando è solo l'immagine stessa ad essere venduta. In epoca contemporanea il mercato della pornografia lavora sempre di più su strumenti  volti  alla sensibilità propriocettiva in duplice senso di eccitamento e appagamento, piuttosto che all'immagine  rivolta all'eccitamento erotico implicito o al suggerimento, quale quello che ha caratterizzato i mercati più antichi e più tradizionali, fin dagli antichi papiri egiziani. E questa è la ragione per la quale la pubblicità ha potuto sempre più recepire, senza rischio di pornografia, seduzioni d’immagine che richiamano, indirettamente o esplicitamente, la sessualità.

Diverso è stato invece per Klimt, tanto è vero che, per lui ed alcuni dei  suoi nudi, si dovette con sentenza giuridica, nella Vienna dell'epoca, sancire  la massima libertà di espressione consentita all' artista , poi divenuta sempre più senza confini dal modernismo all'espressionismo, fino all'arte astratta e pop e naifes e brut e così via in un registro più ampio dei codici linguistici figurativi.

            Possiamo quindi fin d'ora escludere che G.Klimt sia stato un grafico dedito alla  pornografia nel senso letterale del termine giacché la sua biografia non contiene nessun elemento che possa anche minimamente dare adito a sospetti di attività commerciali dell'Artista nell'ambito della prostituzione o pornografia.  Anzi tutt'altro,  perché la famiglia, pur di origine modesta, era dedita  a commerci leciti in attività artigianali più che oneste e per di più connesse a tratti creativi. Più volte ricordata dai critici d'arte, con riferimento  alle cornici o ai gioielli vistosi, è   l'influenza culturale del padre orafo nell'oro dei dipinti di Klimt. Il padre orafo di umili origini  raggiunge gradualmente una posizione economica priva di preoccupazioni, senza mai arricchirsi. Prova ne è il fatto che il talento di G.Klimt, come quello di due dei suoi fratelli, fu educato  grazie a borse di studio che potevano consentire all'artista di studiare alla Scola di Arti Decorative del Museo delle Arti e Mestieri, fondata a Vienna nel 1876 con il precipuo scopo di promuovere talenti artistici con l’intento onorare l’impero con artisti di fama al pari di Francia, Italia, Gran Bretagna e Spagna. Successivamente la vita dell'artista è sempre stata garantita dall'impegno in commissioni pubbliche in piena armonia alle riconosciute abilità,  in una carriera artistica, cosa rara, priva di sostanziali incidenti economici.

Klimt si prepara accuratamente  nello studio del suo Maestro Makart, che sua volta era al servizio della volontà dell'Imperatore Francesco Giuseppe:una volontà,quella dell'Imperatore,fortemente determinata a portare la società austriaca ai livelli artistici e culturali dell'Europa occidentale e francese in particolare  sull'onda della lussuria della ' belle èpoque '.

S.Arieti direbbe che Klimt è il prodotto di una società creativogena per l'esempio che Vienna in quegli anni ha dato per l'impegno economico del governo e l'attenzione sociale a favorire l'espressione dell'Arte e quindi dei talenti, attraverso borse di studio e ogni altra concreta iniziativa.  Klimt è poi anche un artista dalla vita sociale integrata, privo di turbamenti o disordini psicopatologici:una struttura di personalità sana che caratterizza lo sviluppo di affetti durevoli e determinazione tranquilla nell'affermazione delle proprie idee. Contraddice Klimt il pregiudizio, privo di evidenza scientifica, che vorrebbe legate Arte e Follia in una unica identità.

L'arte di Klimt è anche  espressione, nelle arti figurative, di quel Modernismo, che presenta aspetti sociali molto ambigui e, da parte della classe dominante, francamente manipolatori della creatività e degli artisti, perché tende a  servirsi della creatività degli artisti per rimarcare gli aspetti elitari del capitalismo e per mistificare i soprusi.

Comunque è certo che Klimt, grazie all'epoca in cui ha vissuto e al momento storico del suo tempo, non ebbe mai preoccupazioni economiche conservando tutta la libertà pittorica che poteva desiderare pur tra  le critiche e le polemiche centrate sui suoi nudi, perché, comunque, non mancavano mai le pubbliche commesse.

Conterraneo e contemporaneo di Freud ebbe poco a spartire con l'emergente psicoanalisi, ma senza dubbio arte di Klimt e psicoanalisi parlano lo stesso linguaggio di libertà. Freud stesso, poco attento all'arte contemporanea, si rivolgeva prevalentemente all'arte primitiva cercando conferme alle sue supposizioni. Negli anni intorno al 1910 Freud e Jungh ponevano, con la loro corrispondenza e frequentazione , le basi della psiconalisi: in quegli stessi anni riecheggiava nell'aria la nona di Beethoven diretta da Mahler in occasione della esposizione del Fregio di Beethoven di Klimt(1902) e si era appena festeggiato  i 60anni di regno dell'Imperatore Francesco Giuseppe(1908).

Frequenti erano stati i viaggi di Klimt a Ravenna,che sono la radice del cosiddetto periodo dello stile d'oro e della pittura mosaicata del fregio Stoclet(1904-1911).

Le critiche che Klimt ricevette dai suoi contemporanei furono tutte  nel senso della oscenità, non per il nudo in sé , ma per la qualità dissacrante del nudo presentato, spesso non troppo estetico, anzi decadente e morboso e verista  per la raffinata sottolineatura della  decadenza del corpo, in evidente contrasto con i desideri di negazione del brutto e del triste da parte della eccitata 'belle èpoque', che,  dall'inizio del secolo, fu lo specifico prodotto della civiltà industriale in tema di cultura e moda, tendenza alla quale invece Makart, maestro di Klimt, si riferiva.

A ciò è da aggiungere che, nel passaggio da Klimt a Scheile, la preoccupazione estetica , ancora presente in Klimt, si perde definitivamente. Nello stesso periodo altri artisti, quali Czeschka e Koloschka, a detta di più di un critico d'arte, hanno, proprio nel disegno del nudo impudico,  espresso la parte migliore della loro ricerca artistica.

Pochi anni prima Manet era andato incontro ad uno scandalo simile, quando al Salon del 1865 espose il dipinto ' Olympia ', considerata il culmine intollerabile di quella indecenza già criticata nel Salon del 63 dall’ Imperatore Napoleone III in persona. Anni densi di storia nei quali l'Europa era praticamente governata solo da imperatori: Francesco Giuseppe in Austria, Napoleone  III in Francia, lo zar Alessandro in Russia e la  Regina  Vittoria in Inghilterra:regina che è stata una sorta di 'Grande Madre' imperante in quegli anni fine 800, anni che culminano nell'inevitabile conflitto che sarà poi la I° Guerra Mondiale nel 1918.

La donna che ci racconta Klimt è una donna eretta e sicura, non solo identificata nella 'grande madre'. Emancipata anche senza vestiti, che fa della sua sensualità una forza più che un peccato. Pronta all'introspezione e alla conoscenza delle parti di sè, parti scisse che la pittura mosaicata di Klimt ricorda continuamente e che la Psicoanalisi riconosce alla natura intrinseca dell'inconscio. Analogamente in quegli anni attraverso la tensione ideale  della ''opera” totale si arriva alla commissione del Palazzo Stoclet a Bruxelles, dove Klimt progetta il suo primo ed unico mosaico, un mosaico che, per altri versi, segna il passaggio di contesto della storia del mosaico dalla 'pittura di pietra' a mezzo tecnico plastico di propria autonoma ricerca espressiva nella modernità. Pur rimanendo un esempio isolato nella produzione artistica di Klimt il mosaico di Palazzo Stoclet, peraltro in proporzione alle altre opere trascurato dalla critica, è determinante nell’emancipare il mosaico da tecnica artigianale esecutiva ad autonoma espressione artistica plastica.

 

Fig.2 Palazzo Stoclet

 

 

 Nuova donna quindi e nuovo mosaico in un contesto sociale culturale sempre più teso ad abbandonare l'organizzazione di vertice  imperiale per  formulazioni più democratiche di gruppo in ambito sociale.

Anni nei quali la storia dell'arte dimostra rilevanti sviluppi e progressi di stile  che agiscono un conflitto intellettuale con le precedenti prevalenti  tendenze estetiche. La portata dell'associazionismo degli artisti, in Movimenti, Manifesti e Gruppi, è di segno assai importante e precede i sovvertimenti sociali e politici che seguiranno.

Il conflitto intellettuale si pubblicizza proprio in quelle   'esposizioni alternative'  degli Impressionisti e della Secessione Viennese. Le loro esposizioni  sono state ampiamente sottolineate da  scandalo a causa dei nudi ' indecenti o osceni ', per quanto marginale fosse questo aspetto. L'eco degli scandali è pertanto da interpretare come epifenomeno e espressione superficiale di un più profondo conflitto d'ordine sociale e di potere. In questo caso il nudo indecente  offende il buon gusto, ma, come la critica d'arte sempre prevede dopo Freud , è anche la compensazione attraverso il piacere estetico, di pulsioni sessuali richiedenti  appagamento attraverso la sublimazione. Anche se l'oscenità ha stretti legami con la pornografia, non solo traslati o per associazione, essi sono ancorati al significato etimologico della parola: ' ob-coenum = a cagione-del fango ' oppure  ' ob-scaevare  = a cagione-di cattiva sorte ' per un significato che, solo apparentemente traslato, è risultato di una conversione simbolica simile a quella ipotizzata nell'interpretazione psicoanalitica dei sogni e del profondo che i sogni permea. Infatti la libido  può essere cagione di 'cattiva sorte', quanto è più  primitiva, incontrollata e ineducata. Ma non per questo la libido, come la psicoanalisi insegna, può essere ignorata.

Eros è contrapposto a Thanatos, ma, con Thanatos, condivide l'estrema forza della passione ed i limiti non sono facili da tenere. In tal senso la storia dell'Arte celebra l'Erotismo in tutte le sue forme dal nudo della scultura greca alla indefinita presenza di Eros nell'arte astratta.

E qualcosa di analogo accade anche nella tanto ieratica arte egizia che, millenni prima , ci riconduce alla provocazione che in Gidè e con Gidè ha dominato il Novecento, fino addirittura al conferimento di un Nobel, nonostante l'accertata perversione sessuale per ammissione dello stesso scrittore. Un'arte ieratica che è resa mosaico da Klimt nel fregio Stoclet,  non certo solo per esigenze decorative.

            Quanto all'Arte vi è , per di più, in generale da discutere quanto il godimento dell'opera d'arte sia connesso alla soddisfazione della libido , seppur per via della trasposizione attraverso la sublimazione come Freud suggerisce.

Secondo Spitz per esempio l'analisi dell'Olympia porta a riconoscere una sostanziale decenza del nudo: poco disponibile alla sessualità nella più che evidente seduttività. Olimpia infatti è ritratta che copre con la mano la nudità più intima , di contro allo sguardo accattivante e la rilassatezza del corpo:una Venere Pudica ancora in ultima analisi.

            Mentre Klimt ,come anche Freud,  non può sfuggire al significato dell'Arte come appagamento sostitutivo della pulsione. La Secessione Viennese, di cui Klimt è protagonista e leader al tempo stesso, divulga  un messaggio provocante e provocatorio destinato a rivoluzionare gli assetti intellettuali e quindi sociali del novecento.

Sofisticati processi intellettuali e creativi di sublimazione che sono storia e cultura pregnante di G.Klimt, testimoniata dai tratti appagati sessualmente delle espressioni del volto e della morbidezza dei corpi abbandonati.

            E pochi anni prima, tra la fine del 700 e inizio 800, qualcosa di analogo,ma senza tanti scandali, è avvenuto con Goya e il suo dipinto la 'Maja Desnuda'.

            Il dipinto in pratica faceva parte di una sorta di gioco erotico del palazzo di Godoy, primo ministro del re spagnolo Carlo IV.

            Goya, pittore anch'egli fortunato e bene inserito sebbene di umili origini, è, non a caso, considerato anticipatore di 'Impressionismo'.  La cultura del suo popolo e la tolleranza compiacente e compiaciuta di una Corte, bigotta e cattolica, ma anche profondamente mediterranea, ha consentito  l'accettazione della sessualità nel ben più ampio respiro dell'integrazione del biologico sessuale tra le necessità sociali. La diffusa presenza e codificazione dell'amante, la Maja, che coesiste ai vincoli del matrimonio, mantiene confini precisi tra ciò che è e ciò che non è contrattualmente sociale, come la struttura sociale della famiglia.

Le “Maje” consentono la stabilità della famiglia e sono sede di soddisfazione reale della pulsione, che insoddisfatta minaccerebbe la famiglia. Non si tratta quindi neanche di sublimazione, ma di uno squisito realismo, del quale Goya è magistrale interprete in arte e nella vita.

Klimt percorre una strada iconografica volta a catturare nel nudo corpo l'essenza di Eros e Thanatos: o l'uno o l'altro, o tutte e due insieme, come in 'Giuditta': figlio,come è della sua cultura, padre, come è,  della diffusione di una avanguardia “la Secessione Viennese”.

E' per una strada di autentico eros che Klimt ottiene un risultato che ancor oggi affascina il mondo e ha reso la secessione viennese stabile simbolo e riferimento della Middle Europe, coniugata, per caso o per forza, alla Psicoanalisi,  che in Vienna con Freud all'epoca nasce e si sviluppa.    

Ed è da Klimt e solo da Klimt che saranno, a nostro parere, poi possibili i nudi  di Duchamp, per un percorso intellettuale magistralmente espresso da Gide, al quale nel 1946 l'Europa attribuirà  un Premio Nobel, non senza qualche perplessità.

L'Europa e il novecento accettano di Andrè Gide l'invito a vivere con intelligenza la vita, intensamente secondo i propri istinti, e la nuova donna di Klimt è oggi la donna occidentale moderna, nuda rispetto agli abiti e alle sue pulsioni, ma non per questo insicura o fragile.

Quanto all’ Arte essa si libera nel novecento dai canoni estetici rigidi e si lega indissolubilmente con i processi intellettuali d’avanguardia, aprendosi a nuove soluzioni che vedono movimenti su movimenti difendere soluzioni espressive nuove e collettive.




* Anna Maria Meoni Primario dr.ssaPsichiatra agupart@hotmail.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anna Maria Meoni   dr.ssaPrimarioPsichiatra agupart@hotmail.com