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PAUL CELAN
Apriamo questa prima pagina sulla poesia con un omaggio a Paul Celan e su un
problema che riguarda la poesia in generale ovvero la sua traducibilità.
Poniamo a voi le riflessioni su ciò che mostriamo senza commenti da parte
nostra così come ogni lettore di poesia è solo davanti alle parole.
PSALM
Niemand knetet uns wieder aus
Erde und Lehm,
niemand bespricht unsern Staub.
Niemand.
Gelobt seist du, Niemand.
Dir zulieb wollen
wir blühn.
Dir
Entgegen.
Ein Nichts
waren wir, sind wir, warden
wir bleiben, blühend:
die Nichts-, die
Niemandsrose.
Mit
dem Griffel seelenhell,
dem Staubfaden himmelswüst,
der Krone rot
vom Purpurwort, das wir sangen
über, o über
dem Dorn.
***
Salmo
Nessuno c’impasta di nuovo, da terra e fango,
nessuno insuffla la vita alla nostra polvere.
Nessuno.
Che tu sia lodato, Nessuno.
E’ per amor tuo
che vogliamo fiorire.
Incontro a
te.
Noi un Nulla
fummo, siamo, reste-
remo, fiorendo:
la rosa del Nulla,
la rosa di Nessuno.
Con
lo stimma anima-chiara,
lo stame ciel-deserto,
la corona rossa
per la parola di porpora
che noi cantammo al di sopra,
ben al di sopra
della spina.
(Traduzione di Giuseppe Bevilacqua)
*
Salmo
Nessuno ci impasta di nuovo da terra e da
fango,
nessuno dà parola alla nostra polvere.
Nessuno.
Tu sia lodato, Nessuno.
Per amor tuo vogliamo
fiorire.
A Te
in-contro.
Un Nulla
eravamo, siamo, ancora
resteremo, fiorendo:
del Nulla la rosa
di Nessuno.
Con
lo stilo d’animo chiaro,
il filamento di un cielo desolato,
la corona rossa
della parola di porpora, che cantammo
sopra, oh quanto sopra
la spina.
(Traduzione di Luigi Reitani)
*
Salmo
Nessuno di nuovo ci impasta di terra e di
fango,
nessuno parla alla nostra polvere.
Nessuno.
Che tu sia lodato, Nessuno.
A te piacendo noi
fioriremo.
A te
incontro.
Un niente
eravamo, siamo, saremo
noi sempre, fiorenti:
La – niente, la
rosa nessuno.
Con
lo stilo chiaro d’anima,
il filamento cielo-deserto,
la corona rossa
per la parola purpurea che cantammo
sopra, oh sopra
la spina.
(Traduzione di Helena Janeczek)
*
Nessuno ci plasma più da terra e argilla,
nessuno scongiura la nostra polvere.
Nessuno.
Lodato tu sia, Nessuno.
Per te noi vogliamo
fiorire.
Contro
te.
Un niente
eravamo, siamo e
resteremo, fiorendo:
la rosa di niente e
di nessuno.
Lo stilo chiaro d’anima,
il filamento grigio da cielo desolato,
rossa la corolla
della parola purpurea che cantammo
sopra la spina,
oltre.
(Traduzione di Dario Borso)
*
Nessuno ci impasta più di terra e argilla,
nessuno alita sulla nostra polvere.
Nessuno.
Lodato sii tu, Nessuno.
Per amore tuo vogliamo
fiorire.
Incontro
a te.
Un nulla eravamo, siamo, rimar-
remo, fiorendo:
la rosa di
Nulla, di Nessuno.
Con
il pistillo animachiara,
lo stame cielodiserto,
la corona rossa
della parola pupurea che cantammo
su, oh sul-
la spina.
(Traduzione di Moshe Kahn e
Marcella Bagnasco)
*
Nessuno ci impasta più con terra e argilla,
nessuno evoca la nostra polvere.
Nessuno.
Sia lode a te, Nessuno.
Per amor tuo
fioriremo.
Incontro a te.
Noi siamo
fummo,
e resteremo sempre
un Nulla che fiorisce:
la rosa di Nessuno.
Con
lo stelo lucente come l’anima
con lo stame ebbro di cielo,
la corona imporporata
dalla parola, che cantammo
sopra, oh al di sopra
della spina.
(Traduzione di Mario Specchio)
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Il 23 novembre 1920 a Czernowitz, in Bucovina (regione
oggi divisa fra Ucraina e Romania), nasce Paul Celan, sotto il nome di
Paul Pessach Antschel, figlio di genitori ebrei che impartiranno al
figlio un'educazione rigida e repressiva.
Sarà la madre, in particolare, a trasmettere al figlio
l'amore per la lingua e la letteratura tedesca. Dopo un anno alla scuola
elementare di lingua tedesca Paul viene iscritto alla scuola ebraica,
per motivazioni legate all'ideologia sionista del padre. Il disagio di
Paul nei confronti dell'ortodossia repressiva del padre si manifesta
fortemente proprio in questo periodo. In seguito Paul viene iscritto al
ginnasio statale rumeno. A 13 anni, pur avendo interrotto lo studio
dell'ebraico per ribellione nei confronti del padre, Paul si sottopone
alla cerimonia del Bar Mizwà, il rito con cui si viene accolti
ufficialmente nella comunità religiosa ebraica. Conseguita l'ammissione
al ginnasio superiore, dove riprenderà lo studio del tedesco, Paul avvia
un'intensa lettura dei classici della letteratura tedesca (Hölderlin,
Goethe, Schiller, Heine, e soprattutto Rilke), nonché di scrittori e
poeti di lingua francese (fra cui Verlaine e Rimbaud). La lettura delle
opere di Marx lo lascia piuttosto freddo; più interesse destano in lui i
testi di anarchici come Landauer e Kropotkin. Nonostante le inclinazioni
letterarie, dopo la maturità i genitori decidono di fargli studiare
medicina a Tours, in Francia. Il treno che lo conduce in Francia sosterà
a Berlino nella notte fra il 9 e il 10 novembre 1938, la famigerata
"notte dei cristalli".
Sono di quest'anno le prime poesie note di Paul. In
questo periodo si intensificano inoltre le sue letture, in particolare
di Kafka, Shakespeare e Nietzsche.
Nel 1939 la Bucovina viene annessa all'Unione Sovietica,
sicché Paul, tornato per le vacanze, non può ripartire per Tours. Si
iscrive allora alla facoltà di romanistica a Czernowitz e intensifica
l'attività poetica.
L'anno successivo, mentre Paul ha una relazione con
l'attrice Ruth Lackner, l'Armata Rossa invade Czernowitz, avviando così
la lunga sequenza dei catastrofici eventi bellici che colpiranno anche
quella zona, pure marginale, dell'Europa. Nel 1941 le truppe rumene,
d'accordo con i tedeschi, occupano Czernowitz. Parte degli abitanti
fugge in Unione Sovietica, altri, soprattutto ebrei, sono deportati in
Transnistria, altri ancora vengono rinchiusi nel ghetto. Paul è
comandato ai lavori forzati. Nel 1942 riprendono le deportazioni; Paul
cerca di convincere i genitori a riparare con lui in un buon
nascondiglio, ma essi non lo seguono. Non li rivedrà mai più: moriranno
entrambi pochi mesi dopo in un campo di concentramento, come la maggior
parte degli ebrei di Czernowitz. Paul, insieme ad altri ebrei, viene
inviato ai lavori forzati in Moldavia, dove resterà fino al 1944,
lavorando, per non incorrere in nuove deportazioni, come assistente in
una clinica psichiatrica. Si iscrive poi alla facoltà di anglistica, e
ordina le sue prime poesie in due raccolte, donate a Ruth prima della
partenza da Czernowitz.
L'anno successivo, finita la guerra, parte per Bucarest,
dove lavora come traduttore e redattore di una casa editrice. Conosce
Petre Solomon e altri poeti e letterati romeni. Nasce ufficialmente lo
pseudonimo Paul Celan, anagramma della trascrizione rumena del cognome
Antschel (Ancel); le sue prime poesie pubblicate su riviste, in
particolare Todesfuge.
Fuggendo dall'occupazione sovietica della Romania, nel
1948 Celan approda a Vienna, dove pubblica alcune poesie e in
particolare la prima raccolta, "Der sand aus den urnen" (= "La sabbia
dalle urne"). In questo periodo, oltre a vari personaggi dell'ambiente
surrealista, Celan conosce la poetessa Bachmann, con cui vive una breve
e intensa relazione. Pubblica poi un breve saggio, dal titolo "Edgar
Jenè und der traum von träume". A luglio Celan abbandona Vienna per
Parigi, dove all'ENS si iscrive ai corsi di germanistica e filologia.
Celan si appassiona al pensiero di Heidegger, che sarà
una delle più importanti e frequenti letture di quegli anni. Nel
frattempo conosce la pittrice Gisèle de Lestrange, che sposerà nel 1951.
Nel 1953 nasce il primo figlio, François, che muore poche ore dopo la
nascita. Due anni dopo nascerà invece Eric, mentre lui acquisirà la
cittadinanza francese. Paul viene invitato grazie alla Bachmann in
Germania, presso il Gruppo 47, dove le sue poesie troveranno
un'accoglienza piuttosto fredda. Pubblica intanto quella che egli
considererà la sua prima vera raccolta, "Mohn und gedächtnis" (= "Oppio
e memoria"). Il poeta si occupa anche di traduzioni di varie opere
altrui, fra cui il "Sommario di decomposizione" di Cioran, che sarà fra
gli ultimi amici del poeta, fino alla morte; pubblica inoltre "Von
schwelle zu schwelle" (= "Di soglia in soglia"), dedicato alla moglie.
L'associazione degli industriali tedeschi gli assegnerà il proprio
premio letterario, seguito da quello della città di Brema, per il quale
il poeta tiene una significativa orazione, in cui identifica la sua
poesia con l'immagine del "messaggio in bottiglia".
Nel 1959 inizia il lavoro come lettore di lingua tedesca
all'ENS, che continuerà fino alla morte; continua parallelamente
l'attività di traduttore (importanti le traduzioni da Mandel'stam e
Valery), pubblica "Sprachgitter" (= "Grata di linguaggio") e, in seguito
a un mancato incontro con Adorno, scrive un piccolo racconto dal titolo
"Gespräch im gebirge" (= "Conversazione nella montagna"). È in questo
stesso anno che conosce Szondi e Bollack.
Nel 1960 gravi accuse di plagio da parte di Goll
provocano un profondo trauma psichico in Celan. In ottobre Celan riceve
il premio Büchner, in occasione del quale pronuncia il discorso "Der
meridian" (= "Il meridiano"), ma l'aggravarsi di un pesante sentimento
di angoscia, testimoniato anche dagli amici, fra cui Bonnefoy e Jabes,
spinge nel 1962 al primo ricovero psichiatrico di Paul, a cui ne
seguiranno altre più prolungate nel '65, '67 e '69. Nonostante ciò cerca
di proseguire la sua carriera di autore, pubblicando "Die niemandsrose"
(= "La rosa di nessuno", dedicato alla memoria di Mandel'stam), "Atemkristall"
(= "Cristallo di respiro", esposta a Parigi e illustrata con acquerelli
da Gisele Lestrange-Celan) e "Atemwende" (= "Svolta del respiro"). È
intanto riuscito a incontrare uno dei suoi ispiratori più importanti, il
filosofo Heidegger.
Durante i moti studenteschi parigini del 1968 Celan si
mostra dapprima solidale con la protesta, per poi dissociarsi quando
questa ricorre a schemi ideologici autoritari e violenti. In autunno
pubblica "Fadensonnen" (= "Filamenti di sole"), l'ultima antologia edita
in vita, e l'anno successivo "Schwarzmaut" (= "Pedaggio al nero"), una
plaquette illustrata con acquerelli, contenente il primo nucleo della
raccolta postuma "Lichtzwang" (= "Luce coatta"). A fine anno compie un
viaggio in Israele.
Del 1970 sono le ultime letture pubbliche di poesie, fra
cui una a Friburgo, in presenza di Heidegger, che viene rimproverato da
Celan per la disattenzione con cui lo ascolta. Presumibilmente il 20
aprile si suicida gettandosi nelle acque della Senna; il cadavere viene
ritrovato da un pescatore solo il 1° maggio. Postume escono tre raccolte
di sue poesie, che Celan aveva portato a termine prima della morte: la
già citata "Lichtzwang", "Schneepart" (= "Parte di neve") e "Zeitgehöft"
(= "Dimora del tempo").
notizie biografiche da Newsky.it |
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