Se sia meglio un alba o un tramonto lo si può ben lasciare alla
scelta di gusti, inclinazioni, o ai personalissimi ritmi
circadiani, ma chiedersi se sia meglio assistere
all’inaugurazione o al finissage di una mostra che già nel titolo
"Passato/Presente. Dialoghi d'Abruzzo" rimanda
a un qualcosa che è già stato nell’attimo di un presente che si
consuma non può trovare migliore risposta che non sia il
finissage.
E così è stato per la bella mostra che si è chiusa il 4 luglio al
Castello Colonna di Genazzano. La mostra
"Passato/Presente. Dialoghi d'Abruzzo" a cura di
Anna Imponente Dalla preistoria all'arte contemporanea.
Sedici reperti dal Museo Nazionale d'Abruzzo (L'Aquila) e da altri
musei abruzzesi.
Un senso di impermanenza e di finitudine pervade tutta la mostra
sebbene le opere del passato siano lì a testimoniare la tenacia di
come si possa sopravvivere al tempo ed al terremoto e lasciano il
testimone alle nuove opere che durante la cerimonia sono state
illustrate a parole dagli stessi artisti al pubblico presente.
Al termine un bellissimo e seducente spettacolo di danza di e con
Caterina Genta e Marco Schiavoni ha rapito le
emozioni e lo sguardo verso una Cina del Drago Rosso. Nella danza
di Caterina Genta ogni gesto era un sogno che si dava allo
spettatore fra una scena di presentazione/svestizione /rivestizione.
Nulla dura neanche i colori, i gesti e l’erotismo, tutto sembra
avvolto dal passato e da un presente che seppure lentamente divora
tutto cio che lo forma.
Per fortuna il finissage è in concomitanza con l’infiorata di
Genazzano e i fiori sono lì con la loro bellezza e maturità a
rendere ancora più estatica ed estetica la natura, se poi domani
appassiranno nessuno ha mai pensato che dovessero vivere in eterno
nella loro singolarità e per noi umani basta che alla prossima
stagione tornino tutti insieme a fiorire come ci si attende che
L’aquila sia presto ricostruita.
vittorio
pavoncello