Search for
 
 

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La vita nell’assurdo

Quando Beckett scriveva il suo Finale di Partita dove alcuni personaggi vivono nei bidoni della spazzatura non poteva certo immaginare che la cronaca di Roma avrebbe dato una notizia come questa:

Scoperti alla stazione Ostiense durante una operazione di controllo. Erano in condizioni fisiche precarie. Ora sono in un centro di accoglienza

A Roma il dormitorio-scandalo
Bimbi afgani nei tombini

ROMA - Dormivano sotto il colonnato della stazione Ostiense, a Roma, e molti di loro trovavano rifugio nei tombini riparandosi dal freddo con coperte e cartoni. li ha scoperti la polizia ferroviaria di Roma, nel corso di un'operazione straordinaria di controllo. Individuati 24 ragazzini, tra i 10 e i 15 anni, tutti provenienti dall'Afghanistan.

Molti sono in condizioni fisiche precarie, e secondo quanto riferito da alcuni testimoni al telegiornale di Sat 2000, per sater nei tombini, accovacciati o in piedi, pagavano una somma. Una fessura restava appena aperta per lasciar passare un filo d'aria per respirare.

Agli agenti hanno dichiarato di essere giunti in Italia senza i genitori. Sono stati portati in ospedale per le visite di controllo e poi sistemati in centri di accoglienza. In totale sono state 93 la persone identificate dalla polizia e che trascorrevano le notti nello snodo ferroviario. (3 aprile 2009)  La Repubblica 

E dire che eravamo abituati a ben altre cose che arrivavano dai tombini. Chi non ricorda l'estate romana iniziata, da Renato Nicolini , a partire da quell'idea newyorkese di diffondere la musica dai tombini? Oggi la musica è cambiata e dai tombini arrivano grida di bambini  disperati. E arrivano anche grida di un mondo  sul costante e rinnovato pericolo di un conflitto nucleare a giudicare da un ‘altra notizia  che oggi  inquieta:

 "La Corea del Nord lancia la sua aperta sfida alla comunita' internazionale mandando in orbita il suo missile-satellite, all'apparenza con successo. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha replicato da Praga, dove si svolge il vertice Usa-Ue, che l'operazione e' ''una provocazione e una chiara violazione delle norme dell'Onu'', con la quale Pyongyang ''si e' ulteriormente isolata dalla comunita' delle nazioni''. Giappone e Corea del Sud hanno condannano duramente l'azione del regime comunista e, d'intesa con gli Usa, hanno chiesto e ottenuto la convocazione d'urgenza del Consiglio di sicurezza (le ore 15 di oggi, le 21 in Italia), ''per consultazioni'' in relazione alla questione ''non proliferazione/Corea del Nord''. Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, si e' rammaricato che la Corea del Nord abbia deciso di procedere al lancio del razzo, auspicando tuttavia la ripresa del ''dialogo a Sei'' (i negoziati sul disarmo nucleare di Pyongyang cui partecipano Usa, le due Coree, Russia, Giappone e Cina), per ''ricostruire la fiducia e il ripristino del dialogo''. E mentre anche l'Ue condanna ''fermamente'' il lancio, Mosca e Pechino invitano tutte le parti alla ''calma'' e alla prudenza, in modo che non si inneschi un'escalation di tensione nella penisola coreana."

 In un suo saggio su Finale di partita di Beckett  Adorno faceva notare come la scena del testo teatrale  fosse quella di un day after di un conflitto nucleare. Un protagonista che non può muoversi  e costretto su una sedia a rotelle, mentre i suoi genitori vivono con gli arti amputati nei bidoni della spazzatura. Non c’è comunque bisogno di attendere un conflitto nucleare per trovare bambini  costretti  a pagare per dormire in piedi dentro un tombino con tutto quello che significa. Basti pensare solo che per la prima rappresentazione del Finale di Partita molti attori rifiutarono di recitare il ruolo dei genitori  perchè in scena sarebbero stati dentro dei bidoni della spazzatura.

Chiudiamo con alcune battute del dramma beckettiano notando come da un teatro dell’assurdo il passo sia stato breve:

 Hamm. Va' a vedere se è morta.

 Clov  va fino al bidone di Nell, solleva il coperchio, si china. Pausa.

 Clov. Sembra di sì.

Chiude il coperchio, si rialza. Hamm solleva la sua calotta. Pausa. Se la rimette.

   Hamm (sempre con la mano sulla calotta). E Nagg?

 Clov alza il coperchio del bidone di Nagg, si china. Pausa.

 Clov. Sembra di no. (Riabbassa il coperchio, si rialza).

 Hamm (togliendo la mano dalla calotta). Che sta facendo?

 Clov alza il coperchio del bidone di Nagg, si china. Pausa.

 Clov. Piange. (Abbassa il coperchio, si rialza).  

 Hamm. Dunque è vivo. (Pausa). Hai mai avuto un solo istante di          felicità?

 Clov. Che io sappia, no. (Pausa).

“La monotonia del finale di partita viene messa a protocollo, e ascoltata col massimo di differenziazione. Quel modo di presentare, in forma del tutto scevra di protesta, la regressione onnipresente protesta in realtà contro una disposizione del mondo che ubbidisce così docilmente alla legge della regressione da non disporre ormai più di un concetto da contrapporre ad essa.”  Thedor Adorno

 

 Redazione di Voltapagina

 

 

 

 

 

 

Samuel Beckett

 

Courtesy image: - Afghan girl, Peshawar (1984) ©Steve Mc Curry